Miele, tosse e riposo notturno

La tosse è un meccanismo fisiologico indispensabile per ridurre le secrezioni presenti nell’albero respiratorio, quindi per mantenere la pervietà delle vie aeree.

In corso di malattie dell’apparato respiratorio, può determinarsi un incremento delle secrezioni di muco e l’esacerbazione del fenomeno tussivo. Questo è conseguenza degli stimoli irritativi ed avendo una finalità difensiva non deve essere immediatamente e del tutto soppresso. Gli eccessi tussivi però sono molto fastidiosi, in particolar modo durante il riposo notturno, poiché peggiorano la qualità del sonno. Se poi la tosse interessa i più piccoli, il disagio raddoppia con bambini sofferenti da un lato e genitori stanchissimi dall’altro.

Se la tosse diventa un problema

Tra le strategie farmacologiche per la sedazione della tosse di maggiore impiego, vi sono gli oppiacei (codeina), e gli antagonisti centrali dei recettori degli oppioidi (NMDA) quali il destrometorfano. Entrambi questi rimedi non hanno mostrato clinicamente una completa capacità inibente nell’adulto e ancora meno nel bambino; inoltre non sono esenti da problematiche conseguenti a sicurezza e tollerabilità. Sono state effettuate numerose citazioni di avvertenza a causa di depressione respiratoria ed effetti gastrointestinali indotti e, nei bambini di età pediatrica, non si dispone di sufficienti evidenze ottenute da studi clinici che ne garantiscano la raccomandazione d’impiego. Anzi, sono segnalati casi di intossicazione grave, anche di morte, conseguenti all’abuso di tali presidi in età pediatrica.

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Il miele: un rimedio “tradizionale” con evidenze scientifiche.

Uno studio randomizzato in doppio cieco pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Pediatrics1  ha evidenziato come l’impiego del miele nella sedazione della tosse notturna in bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, risulti sufficientemente efficace oltre che sicuro. Lo studio è stato condotto su bambini il cui tossire era conseguenza di infezioni dell’alto tratto respiratorio (URIs). I risultati hanno confermato la riduzione degli atti tussivi determinata dal miele vs placebo, il tutto con un’adesione alla terapia e una compliance ottimali e senza effetti indesiderati imputabili al trattamento (outcame primario = frequenza tussiva; outcame secondario = esacerbazione).

Altri autori, in precedenti osservazioni, avevano confermato quanto emerso da tale sperimentazione, in accordo con quanto raccomandato del WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), che attribuisce al miele inconfutabili proprietà di trattamento della tosse.

Il meccanismo antitussivo indotto dal miele sembra dovuto in parte al cosiddetto effetto demulcente (emolliente, lenitivo) probabilmente determinato dalla soluzione zuccherina ipertonica; inoltre, secondo quanto descritto da Eccles2, un altro possibile meccanismo sarebbe determinato dalle interconnessioni anatomiche tra le fibre nervose sensoriali e le fibre del nervo gustativo (vie ascendenti); le interazioni promosse dal sapore dolce a carico di tali vie nervose sembra possano promuovere effetti antitussivi via SNC.

Aveva dunque ragione la nonna quando da bambini in inverno ci dava latte e miele prima di andare a dormire?
Alla luce delle evidenze scientifiche, sembra proprio di sì.

 
1Effect of Honey on Nocturnal Cough and Sleep Quality: A Double-blind, Randomized, Placebo-Controlled Study. 2012; 130:465–471
2Mechanisms of the placebo effect of sweet cough syrups. Respir Physiol Neurobiol. 2006;152(3):340–348)